Quando si investono capitali economici e risorse umane e di tempo in un progetto web, è fondamentale monitorare l’effetto del nostro lavoro. In particolare, nell’ambito di qualsiasi attività economica, il monitoraggio è fondamentale per dimostrare che il capitale investito produce dei risultati in termini di “obiettivi” perseguiti.

Forse alcuni non sanno neanche cosa sono, o meglio chi sono gli influencer. Sembrano quasi creature mitologiche o di fantasia, non dissimili dai folletti o dagli unicorni, forse grazie anche a questo nome un po' altisonante, un po' misterioso. Bene, oggi scopriremo chi sono, ma soprattutto cosa fanno e com'è possibile che stare con le chiappe al vento su Instagram possa essere considerato un mestiere.

In questo articolo vi dimostro che una delle cose peggiori che si possono pensare quando si inizia un’avventura imprenditoriale (con tutti i rischi annessi e connessi) è che esista la possibilità di realizzare un sito web gratis di qualità.

A tutti i livelli, la scrittura è ancora il miglior modo per trasferire conoscenza agli altri, ma anche il miglior modo per chiarire a se stessi idee, teorie e progetti per il futuro.

Operativi su tutto il territorio nazionale. Due sedi: una a L’Aquila e una a Roma. Presenti su internet con due siti web. Attivi su Instagram e anche su Facebook, con due fanpage da migliaia di like. Pensereste mai che stiamo parlando di Onoranze funebri?

Patchwork è una parola carina che ricorda la morbida coperta della nonna d’Irlanda. Nello sviluppo web l’effetto patchwork non è necessariamente una cosa positiva. Se per certe cose è giusto dire, come dicevano i latini, che “de gustibus non disputandum est”, nel web design l’effetto patchwork è un errore da evitare. 

C’era una volta (non molto tempo fa, invero), uno dei principali quotidiani italiani che sentenziava: “Ogni giorno nel mondo un social media manager si sveglia e sa che deve inventarsi qualcosa che possa diventare virale”, svilendo, così, la figura del Social Media Manager e facendolo apparire come colui passa le sue giornate lambiccandosi il cervello per trovare l’idea geniale da postare, idea geniale che, se non riceve almeno un milione di mi piace e di condivisioni diventando “virale”, allora era completamente da buttare. No. Non solo il Social Media Manager non è questo, ma IL post virale non esiste.

In questo viene approfondito il punto di vista di chi ha una bassa autostima, spesso confusa con quell’umiltà che discende semplicemente dal buon senso.

Pagina 1 di 2